La composizione negoziata della crisi d’impresa

La composizione negoziata della crisi di impresa è stata introdotta dal Decreto legge 24 Agosto 2021 n° 118: viene previsto un concordato semplificato e la procedura presenta diversi vantaggi per le imprese che decidano di aderirvi, di natura societaria, contrattuale e fiscale.

L’iter di conversione in legge è in corso e, attualmente, si prevede l’applicazione della nuova procedura a partire dal 15 Novembre 2021.



La composizione negoziata in breve

Le imprese in difficoltà potranno attivare la procedura di composizione negoziata della crisi volontariamente, chiedendo alla Camera di Commercio la nomina di un esperto indipendente.

La gestione dell’impresa rimane agli amministratori in carica che devono collaborare con l’esperto indipendente nelle trattative riservate con i creditori e gli altri interessati, al fine di risolvere la crisi.

L’impresa che entra in procedura negoziata può essere autorizzata dal Tribunale, su sua richiesta, a paralizzare le risoluzioni dei contratti e le azioni esecutive dei creditori sul suo patrimonio aziendale.

Sul fronte fiscale e tributario, l’impresa può ottenere una dilazione dei debiti tributari, oltre che una riduzione di sanzioni ed interessi.

Inoltre, le imprese che aderiscono alla procedura di composizione negoziata della crisi godono di interessanti prerogative di legge che dovrebbero agevolare il risanamento dell'impresa, in particolare per quanto riguarda:

  • la rinegoziazione dei contratti eccessivamente onerosi causa Covid
  • il reperimento di nuova liquidità attraverso la prededucibilità dei finanziamenti di soci e di terzi
  • il trasferimento dell’azienda o di suoi rami, garantendo all’acquirente la liberazione dai debiti pregressi.

Se poi, malgrado i tentativi, non si individuassero soluzioni idonee, solo l’impresa che ha avviato la procedura negoziata può richiedere al tribunale un concordato liquidatorio in forma semplificata che dovrebbe consentire una più celere liquidazione e pagamento dei creditori, rispetto alla liquidazione in sede fallimentare.

Infine, la legge impone agli organi di controllo delle società in difficoltà di segnalare per iscritto agli amministratori la sussistenza dei presupposti per accedere alla nuova procedura negoziata, dando loro un termine massimo di 30 giorni per riferire sulle iniziative intraprese. L’omessa segnalazione da parte dell’organo societario di controllo è valutata ai fini della responsabilità ai sensi dell’art. 2407 del Codice Civile (articolo 15 Decreto Legge n° 118/2021).

L'accesso alla composizione negoziata della crisi

Le imprese commerciali ed agricole (iscritte nel registro imprese) che si trovano in uno stato di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che renda probabile la crisi o l’insolvenza dell'impresa, possono chiedere alla Camera di commercio la nomina di un esperto indipendente quando risulta ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa .

articolo 2 e seguenti del Decreto Legge n. 118/2021

L’esperto indipendente ha il compito di agevolare le trattative tra l’imprenditore, i creditori e gli eventuali altri soggetti interessati, tra cui i lavoratori e le associazioni sindacali, al fine di individuare una soluzione alla crisi, anche attraverso il ricorso al trasferimento dell’azienda o di rami di essa.

Le possibili soluzioni alla crisi di impresa

Con l’ausilio dell’esperto indipendente, l’imprenditore può, in particolare, concludere:

  • un contratto con uno o più creditori idoneo ad assicurare la continuità aziendale per un periodo non inferiore a 2 anni;
  • una convenzione di moratoria dei debiti, prevista dall'articolo 182 octies della Legge Fallimentare;
  • un accordo sottoscritto dall’imprenditore, dai creditori e dall’esperto che produce gli effetti di cui all’articolo 67, comma 3, lett. d) della Legge Fallimentare: trattasi dunque di un piano di risanamento che non necessita però della attestazione prevista dal citato articolo 67 (articolo 11, comma 1, del Decreto Legge n° 118/2021).

Inoltre, all’esito delle trattative ed in alternativa alle precedenti soluzioni, l’imprenditore può domandare l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti (articoli 182 bis, septies e novies della Legge Fallimentare).

Infine, l'imprenditore che aderisce alla procedura di composizione negoziata della crisi può:

  • predisporre un piano attestato di risanamento ex art. 67, comma 3, lett. d), Legge Fallimentare.;
  • fare domanda di concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, come previsto dall'articolo 18 del Decreto Legge n° 118/2021;
  • accedere ad una procedura fallimentare e di insolvenza (Legge Fallimentare, Decreto Legislativo n° 270/1999 o Decreto Legge n. 347/2003 convertito con modificazioni dalla Legge n. 39/2004).

Concordato liquidatorio semplificato

Il concordato liquidatorio semplificato è un nuovo strumento utilizzabile dal solo imprenditore che ha attivato la procedura negoziata senza arrivare ad un risultato positivo entro 180 giorni dall’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto indipendente.

In tal caso, entro 60 giorni dalla relazione finale dell’esperto, l’impresa può richiedere al tribunale l’omologazione di un concordato semplificato con l’obiettivo di liquidare i beni e con il ricavato soddisfare i creditori.

Il procedimento è semplificato in quanto il Tribunale non nomina un commissario giudiziale per il controllo sulla veridicità dei dati contabili e, in generale, per tutte le verifiche prodromiche al giudizio di ammissibilità ed alla relazione di cui all’articolo 172 della Legge Fallimentare.

Sono altresì omesse la fase di ammissione e la fase del voto dei creditori, sul presupposto che l’esperto indipendente abbia già effettuato la verifica della situazione patrimoniale-finanziaria dell’impresa che informato i creditori.

Il concordato in forma semplificata termina con l’approvazione del piano liquidatorio, valutato dal Tribunale preferibile per i creditori rispetto ad una liquidazione fallimentare.

Le misure protettive dell’impresa

Una volta pubblicata l’istanza di nomina dell’esperto nel Registro imprese, si possono richiedere misure protettive del patrimonio aziendale (articolo 6 Decreto Legge n° 118/2021), che producono i seguenti vantaggi per l’impresa:

  • i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari e neanche acquisire diritti di prelazione, a meno che non siano concordati con l’impresa;
  • sino alla conclusione delle trattative o al termine della procedura, non può essere pronunciata la sentenza dichiarativa di fallimento o di accertamento dello stato di insolvenza.
  • i creditori non possono unilateralmente rifiutare l’adempimento dei contratti pendenti o provocarne la risoluzione né possono anticiparne la scadenza o modificarli in danno dell’imprenditore per il solo fatto del mancato pagamento dei loro crediti anteriori.

Dette misure protettive non si applicano ai diritti di credito dei lavoratori.

Infine, con l’istanza, l’imprenditore può anche dichiarare che non trovano applicazione le cause di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale (articolo 8 del Decreto Legge n° 118/2021), in deroga alle norme societarie.

I vantaggi di natura tributaria e fiscale

L’avvio della procedura negoziata produce vantaggi di natura tributaria e fiscale, previsti dall'articolo 14 del Decreto Legge n°118/2021, e in particolare:

  • riduzione alla misura legale degli interessi sui nuovi debiti tributari (a partire dall’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto);
  • riduzione alla misura minima delle sanzioni tributarie il cui termine di pagamento scada dopo il deposito dell’istanza di nomina dell’esperto;
  • possibilità di richiedere all’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione fino ad un massimo di 72 rate delle somme dovute e non versate a titolo di imposte sul reddito, ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta, IVA e IRAP non ancora iscritte a ruolo e relativi accessori;
  • riduzione alla metà di sanzioni e interessi sui debiti tributari sorti prima del deposito dell’istanza di nomina dell’esperto, se l’accordo anche riguardante i detti debiti è poi riconosciuto o omologato in sede giudiziale: articoli 11 commi 2 e 3 Decreto Legge n° 118/2021.

La nuova liquidità: i finanziamenti prededucibili

Nel corso della procedura, l’impresa può beneficiare di finanziamenti prededucibili dei terzi, ma anche degli stessi soci. Tuttavia, tali atti necessitano dell’autorizzazione del Tribunale che ne verifica la funzionalità rispetto alla continuità aziendale e alla migliore soddisfazione dei creditori.



I vantaggi di natura contrattuale della procedura di composizione negoziata

1 - L’accordo delle parti e dell’esperto

Come anticipato, la procedura può concludersi con un accordo tra esperto, impresa e suoi creditori; accordo che non necessita di attestazioni ulteriori per essere valido ed efficace, neanche nel caso di trasferimento d’azienda.

Inoltre:

I pagamenti effettuati e gli atti compiuti in adempimento dell’accordo non sono soggetti a revocatoria.

2 - Trasferimento d’azienda e di rami d’azienda senza debiti

L’articolo 10 del Decreto Legge in esame introduce una importante novità ed eccezione all’art. 2560, secondo comma, del Codice Civile. Tale norma, inderogabile per tutti gli operatori economici, prevede l’accollo automatico all’acquirente dei debiti pregressi iscritti nei libri contabili obbligatori dell’azienda ceduta.

L’impresa in procedura negoziata può invece chiedere al Tribunale di autorizzare il trasferimento dell’azienda o di un suo ramo d’azienda con la liberazione dell’acquirente per i debiti pregressi, in deroga all’articolo 2560, 2° comma del Codice Civile.

Restano salvi comunque i diritti dei lavoratori dell’azienda ceduta ai sensi dell’articolo 2112 del Codice Civile, anche nei confronti dell’acquirente.

Il Tribunale dovrà verificare la funzionalità del predetto trasferimento senza debiti per l’acquirente, rispetto alla continuità aziendale e alla migliore soddisfazione dei creditori.

La portata di questa innovazione appare significativa: l’obiettivo è quello di velocizzare il passaggio di aziende in difficoltà a nuovi compratori disposti a farle ripartire, acquistandole sul mercato perché liberate dai debiti pregressi. Con il maggior ricavato della vendita sul mercato, anche i vecchi debiti potrebbero essere in tutto o in parte coperti, a migliori condizioni e in tempi certamente più celeri di quelli di una vendita in sede fallimentare.

Rinegoziazione dei contratti eccessivamente onerosi

L’esperto può chiedere alle controparti dell’impresa in difficoltà la rinegoziazione dei contratti divenuti eccessivamente onerosi per effetto della pandemia Covid.

In mancanza di accordo, il Tribunale, sentito l’esperto, e tenuto conto delle ragioni dell’altro contraente, potrà rideterminare equamente le condizioni del contratto, “per il periodo strettamente necessario e come misura indispensabile ad assicurare la continuità aziendale” (articolo 10, comma 2 del Decreto).

Si tratta di una prerogativa espressamente riconosciuta in via di eccezione dalla legge solo a favore delle imprese in procedura negoziata.

Si consideri che, in generale, l’articolo 1467 del Codice Civile consente al giudice di pronunciare la risoluzione del contratto divenuto eccessivamente gravoso per cause di forza maggiore ma non prevede che possa riequilibrarlo a favore della parte svantaggiata.

Il ruolo dell’esperto: indipendenza ed obbligo di riservatezza

L’esperto non si sostituisce all’imprenditore ma lo affianca fornendogli la professionalità e le proprie competenze al fine di trovare una soluzione alle difficoltà dell’impresa, facilitando il dialogo con tutte le parti coinvolte nel processo di risanamento.

L’esperto indipendente non è nominato dall’impresa ma, in tempi brevi (5 giorni), da una commissione costituita presso le Camere di Commercio del capoluogo della Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

A tale scopo è formato un elenco di professionisti presso le stesse Camere di Commercio. Detti professionisti devono possedere una formazione specifica sia nella materia della ristrutturazione aziendale sia nelle tecniche di facilitazione e mediazione.

L’esperto che accetti la nomina non deve essere legato all’impresa da rapporti familiari o lavorativi. Inoltre, ha un preciso dovere di riservatezza: l’articolo 4 del Decreto Legge 118/2021 prevede che l’esperto non possa deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nell’esercizio delle sue funzioni davanti ad alcuna autorità, inclusa quella giudiziaria. Fa eccezione il dovere dell’esperto di riferire in udienza in Tribunale sulle misure protettive e cautelari richieste eventualmente dall’impresa in procedura.

Obblighi delle parti durante le trattative

Le parti debbono comportarsi secondo buona fede e correttezza durante lo svolgimento delle trattative.

Esse hanno inoltre il dovere di collaborare lealmente ed in modo sollecito con l’impresa che ha attivato la procedura e con l’esperto. Esse sono tenute non solo a rispettare l’obbligo di riservatezza sulla situazione dell’impresa, sulle iniziative da essa assunte o programmate e sulle informazioni acquisite durante le trattative, ma devono altresì dare riscontro alle proposte e alle richieste ricevute dall’esperto, fornendo una risposta tempestiva e motivata.

La relazione di accompagnamento al Decreto Legge n° 118/2021 sottolinea l’importanza della correttezza dei creditori durante la procedura. La mancata partecipazione alle trattative o gli eventuali comportamenti ostruzionistici dei creditori che impediscano le trattative e conducano l’impresa all’insolvenza, potrebbero portare ad una azione di responsabilità nei loro confronti, da parte degli organi di procedura fallimentare, qualora l’impresa fallisse.

D’alta parte, anche gli amministratori dell’impresa in procedura negoziata hanno uno specifico dovere di informazione in quanto devono rappresentare, in modo completo e trasparente, la situazione dell’impresa all’esperto, ai creditori ed agli altri soggetti interessati. Nel corso delle trattative, gli amministratori conservano la gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa (articolo 9), e non devono pregiudicare ingiustamente gli interessi dei creditori.

Gli amministratori devono altresì informare per iscritto l’esperto nel caso di compimento di atti di straordinaria amministrazione o di esecuzione di pagamenti non coerenti rispetto alle trattative o alle prospettive di risanamento. L’esperto deve, in tal caso, segnalare per iscritto agli amministratori ed all’organo di controllo (se esistente) che l’atto può arrecare pregiudizio alle trattative o alle prospettive di risanamento. L’esperto può far iscrivere il proprio dissenso nel Registro delle imprese nel caso in cui l’atto venga in ogni caso compiuto. In tal caso, dovrà informare il Tribunale perché disponga la revoca delle misure patrimoniali protettive nel frattempo concesse all’impresa.

Piattaforma tematica nazionale

Gli imprenditori ed i professionisti incaricati potranno accedere, tramite il sito della Camera di Commercio, ad una piattaforma telematica nazionale (che istituirà il Ministero della Giustizia), in cui:

  • potranno presentare l’istanza di nomina dell’esperto, compilando un apposito modello contenente le informazioni utili per il conferimento e lo svolgimento dell’incarico da parte dell’esperto.
  • troveranno una lista di controllo con le indicazioni per la redazione del piano di risanamento ed un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità dello stesso.


Conclusioni

La procedura di composizione negoziata della crisi di impresa è stata introdotta al fine di facilitare il risanamento e/o l’uscita dal mercato tramite trasferimento d’azienda e/o concordato liquidatorio semplificato - di imprese di tutte le dimensioni e, dunque, non soltanto di quelle medio-grandi e fallibili.

La procedura responsabilizza le imprese e gli esperti indipendenti ad una effettiva negoziazione con creditori e altre parti, in vista di uno scopo comune a tutti: minimizzare le perdite e rilanciare l’impresa nel minor tempo possibile o, comunque, farla uscire dal mercato senza aspettare che ne venga eroso il valore.

Gli incentivi riconosciuti dal Decreto Legge per promuovere lo strumento sono interessanti e nuovi. La procedura di composizione negoziata è su base volontaria e riservata e non richiede l’intervento dei tribunali, salvo che per ottenere specifiche misure protettive o autorizzazioni.


Mariangela Balestra, 2021 - ALL RIGHTS RESERVED


Avvocato Diritto Consulenza legale aziende a Bologna

Mariangela Balestra

Consulenza legale alle aziende

Avvocato a Bologna, mi occupo di Diritto Commerciale Internazionale e Diritto di Impresa, docente in corsi dedicati alle imprese, lavoro correntemente anche in lingua inglese e francese e partecipo a progetti internazionali in materia di legislazione su nuove tecnologie e intelligenza artificiale.

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