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Venerdì, 06 Dicembre 2019 11:28

Avvocati e linguaggi di programmazione: perché vale la pena di provare

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In un tempo in cui avvocati e tecnologia non sembrano essere più in antitesi, l'accostamento tra avvocati e linguaggi di programmazione appare meno assurdo di quanto si sia portati a pensare. A tal proposito, si pongono una serie di questioni che andiamo ad affrontare in questo articolo.

Avvocati e linguaggi di programmazione: perché dovrebbe interessarmi?

Un avvocato potrebbe innanzitutto chiedere: "perché dovrei cimentarmi con qualcosa di così specialistico e tanto lontano dal mio percorso professionale come i linguaggi di programmazione?"

Le motivazioni e gli interessi personali possono essere le più varie, così come la curiosità per discipline diverse da quelle praticate per motivi professionali. Si tratta di caratteri che cambiano da persona a persona.

A noi qui però interessa esaminare le ragioni per cui la programmazione rappresenterebbe una risorsa per l'avvocato nell'esercizio della sua professione; ragioni di carattere professionale dunque.

Un primo ordine di ragioni dipende dalla direzione che il singolo avvocato intende dare alla propria carriera.

In alcuni casi la conoscenza di un linguaggio di programmazione, anche se per forza di cose non specialistica, offre all'avvocato interessanti prospettive; non in un futuro lontano, ma già oggi. Vediamo quali.

Avvocati e nuove tecnologie

L'impatto delle nuove tecnologie sulla società ha generato una nuova domanda di Diritto alla quale il settore legale deve far fronte. L'argomento è oggetto di dibattito e sta portando al delinearsi di una nuova categoria: il Diritto delle Nuove Tecnologie.

Gli avvocati che hanno intrapreso questa strada, dedicandosi alle interazioni tra Diritto e tecnologia, presto o tardi non potranno fare a meno di "guardare sotto il cofano", "sporcarsi le mani" e misurarsi con gli aspetti più tecnici della particolare tecnologia con cui hanno a che fare.

Un esempio? Blockchain. Qualora la liaison tra Diritto e blockchain dovesse approfondirsi, all'avvocato potrebbe non bastare più dedicarsi ai soli aspetti giuridici rilevanti.

Pertanto, l'incontro tra avvocati e linguaggi di programmazione appare un naturale sviluppo per quegli ambiti dove il rapporto tra Diritto e tecnologia è oggetto di maggior attenzione.

Avvocati e startup

Un altro settore promettente per la relazione tra avvocati e linguaggi di programmazione è quello delle startup innovative, dove la componente tecnologica del prodotto o servizio offerto è determinante.

Chief legal officer

Per fare un esempio usando la terminologia propria alle startup, il chief legal officer di una startup beneficerebbe dalla competenza in fatto di codice e linguaggi di programmazione, sebbene non specialistica: questa gli consentirebbe di interloquire in maniera più efficace con le altre componenti della startup, intendendo al meglio gli aspetti legali a cui deve provvedere.

Avvocato startupper

Si ha poi il caso dell'avvocato che si fa startupper nel settore che meglio conosce, quello legale: è il caso del legal tech. L'avvocato si fa' interprete di una necessità, proveniente dal suo ambito professionale, che prova a soddisfare con un prodotto o servizio informatico.

In tal caso, la transizione tra avvocato "tout court" ad avvocato startupper non solo beneficerebbe, ma proprio richiederebbe un certo grado di competenza in fatto di codici informatici e linguaggi di programmazione.

Per quanto non specialistica, la familiarità con la programmazione darebbe all'avvocato la possibilità di realizzare la propria idea o quantomeno delinearne i primi tratti, instaurando per il seguito un efficace dialogo e una fruttuosa collaborazione con gli sviluppatori.

...e gli altri?

Fin qui, si dirà: ok, non appartengo a nessuna di queste categorie di avvocati: "business as usual". In realtà, la competenza in fatto di codice e linguaggi di programmazione, per quanto basilare, può rivelarsi utile all'avvocato anche per finalità diverse e più comuni di quelle finora viste.

Un esempio può essere tratto dal gettonato quanto importante ambito della presenza online degli avvocati. Una comprensione del codice HTML (che tecnicamente non è però da annoverare tra i linguaggi di programmazione in senso stretto) consentirebbe all'avvocato di rendere più efficace la propria presenza su Internet, ad esempio rendendo praticabili alcuni aspetti della SEO attinenti al trattamento dei testi da pubblicare online (e non solo).

Abbiamo introdotto l'argomento in un precedente articolo: SEO ed Avvocati.

Insospettati punti di contatto

Al netto di predisposizioni e attitudini personali, la lontananza se non inconciliabilità tra il mondo legale e quello informatico è ormai un luogo comune in via di superamento.

Se consideriamo il percorso formativo tipico dell'avvocato e le qualità che questo mira a sviluppare, alcune doti tradizionalmente riferite ad un buon avvocato, frutto di anni di studio e pratica forense, sarebbero facilmente trasferibili al dominio della programmazione. Vediamo quali.

Logica e ragionamento

Una dote essenziale per un buon avvocato è data dalla facoltà di ragionamento, sviluppata in anni di studio di complessi testi legali ed esercizio della professione forense.

La capacità di ragionare in maniera rigorosa, facendo uso di spirito analitico, mobilitando efficacemente le proprie risorse intellettuali alla ricerca di soluzioni a problemi complessi: tutto ciò definisce un buon avvocato e risulterà di grande utilità per chiunque intendesse dedicarsi allo studio di un linguaggio di programmazione.

Cura per i dettagli

Per l'avvocato così come per l'esperto di linguaggi di programmazione, la cura per i dettagli è fondamentale: nella redazione di un testo legale, così come nella scrittura del codice di un software, piccoli dettagli possono fare la differenza.

L'attenzione per i dettagli rappresenta pertanto un altro asset "trasferibile" dalla professione forense ad eventuali esperienze dell'avvocato con il codice informatico.

Capacità di ricerca

In ambiti sconfinati del sapere, quali quelli del Diritto e dei linguaggi di programmazione, una dote cruciale è il sapersi orientare per cercare le informazioni che occorrono: capire cosa e dove cercare, formulare le domande appropriate, processare in modo efficiente le informazioni così ottenute.

Si tratta forse di una qualità non attentamente considerata, ma che l'abbondanza di informazioni rese accessibili da Internet ha reso ancora più preziosa: in un oceano di informazioni, diventa cruciale sapersi orientare, non perdersi, e ottenere le informazioni che servono: tutto ciò, rapidamente.

Possibili ostacoli

Rimangono da esaminare eventuali difficoltà per l'avvocato che decida di intraprendere lo studio di un linguaggio di programmazione. Me ne viene in mente uno: il tempo.

A questo riguardo, occorre specificare che all'avvocato che decidesse di imparare a programmare non sarà accessibile una preparazione da specialista, per la quale occorrono anni di studio e pratica, a meno di non cambiare radicalmente il proprio ambito professionale. D'altra parte, fin qui abbiamo voluto sottolineare l'utilità delle competenze informatiche in argomento proprio nella loro versatilità: non c'è bisogno di diventare un genio dell'informatica per trarne beneficio in altri contesti professionali.

Tuttavia, va detto che anche l'apprendimento dei soli rudimenti della programmazione richiede tempo e costanza : la possibilità di disporne non può che dipendere dal singolo avvocato e dalle sue reali motivazioni.

Conclusioni

Abbiamo visto che l'apprendimento di un linguaggio di programmazione da parte dell'avvocato non è solo possibile, ma anche auspicabile: l'avvocato che decidesse di provare, potrebbe anche trovarvi una insospettata affinità.

Possiamo dunque concludere che in una società che cambia velocemente sotto la spinta di un progresso tecnologico alimentato proprio dal codice e da ciò che questo consente di creare, la programmazione è in grado di offrire all'avvocato quella versatilità e familiarità con il mondo informatico che oggi è di gran valore, ma che potrebbe presto diventare irrinunciabile per l'affermazione in qualsiasi ambito professionale.

Meglio avviarsi per tempo.


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Vincenzo Lalli

Di formazione legale, appassionato da sempre di tecnologia ed informatica; esperienza professionale acquisita a cavallo tra i due mondi, finora piuttosto lontani tra loro. Mi dedico ad esplorare le crescenti interazioni tra il Diritto e la tecnologia, e a dare il mio contributo alla causa dell'innovazione nel settore legale; a tal fine, ho dato vita ad Avvocloud.net.

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