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Mercoledì, 15 Aprile 2020 23:42

Coronavirus e sicurezza sul luogo di lavoro. I protocolli anticontagio e la compliance aziendale. In evidenza

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Covid-19 e tutela della salute del lavoratore Immagine da opensource.com

Con la ripresa delle attività produttive e commerciali si impongono misure volte a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, tali da evitare occasioni di contagio da coronavirus e il protrarsi dell'emergenza Covid-19.

Coronavirus e tutela del lavoratore

In attesa che i tecnici, unitamente al Governo italiano, individuino le corrette modalità per la ripresa delle attività produttive, in questo articolo analizziamo quanto attualmente previsto a tutela della salute dei lavoratori dal coronavirus per quelle attività produttive strategiche che, a seguito dell’emissione dei D.P.C.M. del 08 marzo, del 9 marzo e successive integrazioni e modifiche, sono autorizzate a continuare la propria attività nonostante il lockdown imposto dall'emergenza Covid-19.

In proposito, mediante i suddetti provvedimenti, venivano disposte misure di sicurezza atte ad evitare il contagio nei luoghi di lavoro, quali la sanificazione dei luoghi di lavoro, l’adozione di protocolli di sicurezza anticontagio, l’utilizzo di specifici dispostitivi di protezione individuale nei luoghi di lavoro ove non sia possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro, la limitazione degli spostamenti all’interno dei siti e gli accessi agli spazi comuni.

Il protocollo di sicurezza anticontagio

Tali prime misure di sicurezza sul lavoro si sono però rilevate insufficienti, tanto che si è reso necessario adottare un protocollo di sicurezza anticontagio volto a “coniugare la prosecuzione dell’attività lavorativa con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza negli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative” secondo la “logica della precauzione”.

Il protocollo di sicurezza anticontagio è stato redatto sulla base del confronto tra Governo, sindacati, parti sociali ed associazioni di categoria e contiene le linee guida da seguire sul luogo di lavoro, nello svolgimento di attività produttive che, in ogni caso, possono essere integrate con altre prescrizioni funzionali all’organizzazione della singola attività produttiva.

Misure di sicurezza anticontagio in azienda

In particolare sono state introdotte le seguenti misure atte ad evitare il contagio da coronavirus nei luoghi di lavoro:

  1. Obblighi di informazione circa le prescrizioni volte ad evitare il contagio da coronavirus sul luogo di lavoro, le norme igienico sanitarie da adottare e le ulteriori misure precauzionali che l’azienda intende adottare per evitare la diffusione del coronavirus;
  2. Regolamentazione e limitazione delle modalità di accesso all’interno dell’azienda da parte dei:
    • lavoratori dipendenti;
    • fornitori “esterni” all’azienda: l'azienda deve determinare le modalità di accesso dei fornitori atte a ridurre per quanto possibile i contatti e dunque le occasioni di contagio;
  3. Obblighi di pulizia e sanificazione degli ambienti relativamente alle postazioni di lavoro, alle aree comuni e di svago. Viene anche previsto l’obbligo di bonifica delle aree avendo conoscenza di casi di contagio da coronavirus;
  4. Precauzioni igienico sanitarie applicate dalle singole aziende aventi ad oggetto, oltre alla richiesta di lavaggio delle mani, la fornitura da parte dell’azienda di idonei mezzi detergenti in favore dei lavoratori;
  5. Utilizzo di dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti, occhiali, camici, cuffie ecc. conformi alle disposizioni delle autorità mediche e scientifiche;
  6. Gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, locali con distributori snack e bevande) contingentati con previsioni di accessi limitati, ventilazione frequente dei locali, obbligo di mantenere la distanza di sicurezza di un metro, previsione sanificazione dei suddetti locali;
  7. Organizzazione aziendale avente ad oggetto la gestione dei turni di lavoro, il ricorso alle ferie residue ed alla cassa integrazione per ridurre la presenza dei lavoratori presso gli stabilimenti aziendali, rimodulazione dei cicli produttivi;
  8. Scaglionamento dell’entrata e dell’uscita dei dipendenti al fine di permettere che venga rispettata la distanza di sicurezza per l’ingresso e l’uscita dai locali;
  9. Limitazione degli spostamenti interni, sospensione degli eventi interni e formazione a distanza;
  10. Procedure di gestione di una persona sintomatica in azienda nel rispetto della normativa privacy finalizzate a reperire le informazioni relative alla ricostruzione della catena di contagi con obbligo di quarantena per i possibili contatti stretti presenti sui luoghi di lavoro;
  11. Garanzia di prosecuzione dei servizi di sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS anche al fine dell’implementazione delle misure di regolamentazione legate al COVID-19 da parte del medico competente in collaborazione con il datore di lavoro e le RLS/RLST;
  12. Aggiornamento del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali in azienda e delle RLS.

Sicurezza anticontagio e compliance aziendale.

Le previsioni di sicurezza sul lavoro appena elencate, individuate anche nei protocolli anticontagio predisposti da Confindustria, non possono ritenersi esaustive se non vengono interamente integrati nei sistemi di compliance aziendale sotto tre profili:

  • rispetto delle regole dettate in materia di infortuni sul lavoro;
  • adeguamento dei modelli organizzativi ex d.lgs 231/01;
  • rispetto della normativa privacy e data protection.

Per questo motivo l’azienda dovrà necessariamente impegnarsi ad aggiornare tutti i protocolli aziendali allo scopo di individuare le migliori cautele atte ad evitare casi di contagio da coronavirus a garanzia e tutela della salute del lavoratore.

Il “rischio reato” relativo alla mancata conformità alle disposizioni a tutela dei lavoratori.

Ciò detto sulle previsioni previste dai D.P.C.M. e dai successivi protocolli anticontagio, analizziamo nello specifico le problematiche di carattere penale che possono verificarsi in caso di mancato rispetto delle misure di sicurezza anticontagio da coronavirus e dell’aggiornamento dei sistemi di compliance aziendale.

Covid-19 e normativa generale sulla sicurezza sul lavoro

Per quanto attiene al rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro, bisogna far riferimento a quanto previsto dall’art. 15 del D.lgs 81/08 che prevede nello specifico l’obbligo per l’azienda di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, prevedendo tutti quegli strumenti e quelle procedure finalizzate all’eliminazione o quantomeno alla riduzione al minimo dei rischi o del numero di lavoratori che possono essere esposti al rischio; a tal fine sono previsti specifici obblighi di formazione ed informazione.

Al rischio di contagio da coronavirus sul luogo di lavoro trova applicazione l'articolo 271 che impone al datore di lavoro di valutare l’eventuale presenza del rischio biologico e di come procedere all’eliminazione o quantomeno alla riduzione di quest’ultimo.

Per garantire una maggior tutela alla salute dei lavoratori, soprattutto per quelle attività lavorative per le quali non è possibile mantenere la distanza di sicurezza, gli artt. 15 e 16 del D.L. 18/2020 hanno introdotto delle deroghe ai dispositivi di protezione individuale permettendo l’utilizzo di mascherine chirurgiche reperibili in commercio anche prive del marchio CE.

Pertanto, il datore di lavoro, in conformità con tutte le norme attualmente vigenti sopra riportate, dovrà elaborare necessariamente un apposito aggiornamento al DUVRI1 inserendo un apposito “protocollo di sicurezza anticontagio” nel quale, dopo un’attenta analisi dei rischi di contagio da coronavirus, si dovrà prevedere tutte le misure di sicurezza per eliminare tale rischio nell’esercizio dell’attività lavorativa.

L’aggiornamento al DUVRI dovrà tenere conto delle linee guida, sopra analizzate, introdotte dai provvedimenti governative e dai protocolli redatti dal confronto tra governo, sindacati e associazioni di categoria.

Covid-19 e compliance aziendale

Oltre a ciò, di essenziale importanza nell’ambito della responsabilità amministrativa derivante da illecito penale dell’impresa, si evidenzia che il datore di lavoro dovrà necessariamente aggiornare ed integrare anche il modello organizzativo ex d.lgs 231/2001.

Difatti, gli obblighi di sicurezza sul lavoro e le relative misure da approntare, in caso di inadempimento da parte del datore di lavoro e della conseguente malattia o morte del lavoratore, possono configurare l’ipotesi di colpa di organizzazione ed il successivo verificarsi delle sanzioni previste dall’art. 25 septies D.lgs 231/2001 per le società.

Difatti, la predisposizione del “protocollo anticontagio” va ad integrare il modello organizzativo adottato dall’impresa; di conseguenza, la sua violazione può assumere rilevanza ai fini della responsabilità amministrativa dell’ente.

Tale misura è necessaria per garantire la tutela della salute del lavoratore, ed evitare il contagio da coronavirus, durante l’attività lavorativa ed anche per evitare sanzioni patrimoniali o interdittive gravemente penalizzanti per l’impresa in caso di mancato aggiornamento del modello organizzativo.

Conclusioni

Sulla base dell’analisi giuridica delle normative Covid-19 che abbiamo richiamato, appare evidente che il datore di lavoro, se intende riprendere in tempi brevi la propria attività, deve necessariamente approntare tutte le modalità di organizzazione del lavoro improntati alla tutela della salute del lavoratore.

Non v’è dubbio che in capo al datore di lavoro vi sia un importante onere di organizzazione finalizzato alla realizzazione di luoghi di lavoro salubri per il lavoratore per evitare o ridurre il rischio contagio da coronavirus che, come viene riportato da medici e scienziati, è ancora molto alto.

Pertanto il datore di lavoro deve valutare in maniera corretta l’organizzazione aziendale al fine di tutelare la salute del lavoratore, tenendo ben presente le indicazioni del governo e dei protocolli anticontagio introdotti a causa dell'emergenza Covid-19.


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Roberto Tedesco


Avvocato Penalista a Monza, fornisco attività di assistenza e consulenza legale a privati, aziende, società, nell'ambito del Diritto Penale, Diritto Penale Societario e Tributario.
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