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Rinuncia all'eredità in presenza di debiti del defunto nei confronti del fisco

Buongiorno,
venendo a mancare mio padre mi sono recato all'Agenzia delle Entrate richiedendo una verifica dei carichi pendenti sul defunto; mio malgrado ho accertato che ci sono dei debiti importanti nei confronti dell'erario.

Premetto che non ho presentato alcuna domanda di successione all'Agenzia delle Entrate dal momento che non ci sono proprietà da dichiarare e sul suo conto corrente non ci sono somme cospicue e non ho usufruito in alcuna maniera dei suoi beni né prima né tantomeno dopo il suo decesso.

La domanda che pongo è: pur non avendo presentato domanda di successione, sono comunque obbligato a presentare una rinuncia all'eredità per me e per mia figlia per evitare di dover far fronte a tali debiti?

In altre parole: la rinuncia all'eredità è comunque necessaria?

Grazie



Categoria: Diritto Civile

Buongiorno,
per non rispondere dei debiti del defunto occorre che Lei rinunci all'eredità.

Può recarsi presso un Notaio o presso la cancelleria del Tribunale del luogo dove si è aperta la successione.

Ha tempo dieci anni se non è nel possesso dei beni ereditari.

Rinunciando Lei, il diritto di ereditare passerà a Sua figlia che, se minore, dovrà accettare con beneficio di inventario salvo rinunciare con l'autorizzazione del Giudice Tutelare.

Cordiali saluti.

Risposta


Buongiorno Signor Marco,
a mio parere non si rende per forza necessario rinunciare all'eredità di Suo padre se - come Lei sembra affermare - dopo la sua morte non è mai entrato in possesso dei beni ereditari.

Ciò in quanto il chiamato all'eredità, cioè colui che viene individuato come potenziale erede dalla legge o dal testamento, diventerà erede solo ed esclusivamente accettando l'eredità.

La accettazione dell'eredità può essere espressa, quindi contenuta in una vera e propria dichiarazione, oppure tacita: in questo caso il chiamato compie atti ritenuti incompatibili con la volontà di rinunciare. Il caso più ricorrente è quello del figlio che, pur non accettando espressamente l'eredità, vende la casa del genitore defunto, in quanto solo chi è proprietario o si considera tale (in questo caso, in forza della successione) può disporre del bene.

Se anche avesse presentato la dichiarazione di successione, questa non sarebbe stata qualificata come accettazione tacita, in quanto rappresenta un obbligo fiscale che grava in solido su tutti i chiamati; la stessa conclusione la estenderei anche alla indagine sulla posizione debitoria di Suo padre.

Il diritto ad accettare l'eredità si prescrive in 10 anni e fino a che pende questo termine il chiamato non è e non può essere considerato erede. Peraltro in presenza di debiti tributari parte della giurisprudenza ritiene che l'onere di provare la qualità di erede incombe sull'Amministrazione. Ciò vuol dire che se dovesse essere destinatario di atti tributari (es. avvisi di accertamento, cartelle di pagamento, intimazioni di pagamento, pignoramenti, fermi amministrativi, ecc...) per debiti di Suo Padre, Le sarebbe sufficiente dichiarare di non aver accettato l'eredita, neanche tacitamente - se ciò corrisponde alla realtà - e dovrebbe essere l'Ente creditore a dimostrare il contrario.

In conclusione, potrebbe attendere 10 anni ponendo attenzione a non compiere alcun atto potenzialmente qualificabile come di accettazione, e all'inutile spirare di questo termine Lei non potrà più assumere la qualità di erede.

Al meccanismo appena descritto fa eccezione l'art.485 c.p.c., il quale nel caso del chiamato all'eredità che si trovi nel possesso di beni ereditari pone un termine di soli 3 mesi per rinunciare (o accettare con beneficio di inventario). Al contrario della regola generale, se entro questo breve lasso di tempo il chiamato non rinuncia (o non accetta con beneficio di inventario) lo stesso sarà considerato erede "puro e semplice", cioè risponderà dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio.

Viste le importanti implicazioni, Le consiglio di valutare attentamente, se del caso anche con il Suo Legale di fiducia, se rischia di trovarsi in una situazione che potrebbe portare all'applicazione di quest'ultima disciplina e in caso positivo - se ancora non sono trascorsi 3 mesi dalla morte di Suo Padre - dovrebbe procedere con la rinuncia.

Sperando di essere stata utile, porgo Cordiali Saluti.

Risposta


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