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Richiesta certificato carichi pendenti per rapporto di lavoro

Buonasera,
l'azienda con cui sto per iniziare un rapporto di lavoro come agente di commercio con partita iva ha richiesto, all'interno dei documenti necessari per la stipula del contratto, anche il certificato penale e dei carichi pendenti.

Vorrei sapere se è lecita, da parte loro, la richiesta di entrambi.

Grazie.




Categoria: Diritto del Lavoro

Gentile Utente,
per rispondere al suo quesito è necessario, preliminarmente, precisare che, sebbene spesso si parli "genericamente" di "certificato penale", in realtà è necessario distinguere tra:

  • il casellario giudiziale, che si riferisce solo alle sentenze di condanna penale già divenute definitive, nelle quali la colpevolezza dell'imputato è stata accertata;
  • il certificato dei carichi pendenti, che, invece, si riferisce ai procedimenti ancora in corso e rispetto ai quali potrebbe non esservi stato neppure ancora un rinvio a giudizio.

Sul punto è intervenuta un'interessante sentenza della Corte di Cassazione (Cass., civ., sez. lavoro, n. 19012 del 2018), che ha fornito i seguenti chiarimenti:

  1. quando, nel parlare comune, viene utilizzata l'espressione "certificato penale", in realtà essa deve intendersi riferita al solo certificato del "casellario giudiziale" senza possibilità di attribuire a tale espressione altra interpretazione;
  2. salvo che il contratto collettivo nazionale non disponga diversamente, lo Statuto dei lavoratori (art. 8) vieta al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, tra l'altro, di "effettuare indagini su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore";
  3. qualora il contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria considerata, in casi eccezionali, consenta al datore di lavoro di chiedere il "certificato penale", lo stesso dovrà intendersi quale "casellario giudiziale", senza possibilità di estensione analogica al certificato dei carichi pendenti, potendo tradursi, altrimenti, quest'ultima richiesta, in un'illecita forma di controllo preventiva all'assunzione che lo Statuto dei lavoratori non ammette, tanto più se si considera che fino all'eventuale sentenza di condanna opera il principio di "presunzione di innocenza".

In conclusione, in casi come quello di specie, è sempre fondamentale, in prima battuta, leggere il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e verificare se le richieste del futuro datore di lavoro, in punto produzione documentale ai fini dell'assunzione, possano ritenersi legittime oppure no.

Risposta


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