Diritto

Il Data Act è il Regolamento Europeo che disciplina l'accesso e l'utilizzo dei dati generati dall'utilizzo di un prodotto connesso o di un servizio correlato. L'obiettivo del Regolamento Data Act è quello di rimuovere gli ostacoli alla circolazione di tali dati, consentendo in primo luogo agli utenti di accedere ai dati prodotti dai propri dispositivi e condividerli con altri fornitori, se così desiderano. Il testo del Data Act, Regolamento UE 2023/2854, è stato pubblicato il 22 Dicembre del 2023 ed è entrato in vigore l'11 Gennaio 2024. Il Regolamento si applicherà a partire dal 12 Settembre 2025.

un cielo stellato

Il testo della proposta di Regolamento Europeo sulla cybersecurity, noto come Cyber Resilience Act, subisce alcune modifiche e si avvicina alla versione definitiva. Lo scorso 30 Novembre le istituzioni comunitarie hanno raggiunto un accordo politico sul testo finale del regolamento, ponendo fine alla fase di negoziazioni nota come "trilogo".

la bandiera dell'Unione Europea

Il Digital Markets Act è il Regolamento europeo che mira a garantire la contendibilità e la concorrenza dei mercati dei servizi digitali, in particolare nel settore dei servizi di piattaforma di base. Il testo del Digital Markets Act prevede obblighi ed adempimenti a carico dei gatekeeper: imprese che beneficiano di posizioni consolidate e durature sul mercato e che di fatto limitano la concorrenza, anche senza ricorrere a condotte propriamente anticoncorrenziali.

Il Digital Markets Act è entrato in vigore il 1 Novembre 2022. I primi gatekeeper sono stati designati dalla Commissione il 6 Settembre 2023; gli obblighi previsti a loro carico dal Digital Markets Act sono in vigore dal 7 Marzo 2024.

un laptop

Digital Services Act e censura: con l'entrata in vigore del Regolamento si è sostenuto da più parti che il DSA sia una normativa volta a censurare i contenuti non in linea con una qualche opinione o linea politica. In altre parole, uno strumento per imporre alle piattaforme, ad esempio i social network, la cancellazione di contenuti non conformi. In questo articolo vediamo le ragioni di tale posizione e cerchiamo di capire se il Digital Services Act si presti o meno alla censura.

la bandiera dell'Unione Europea

Il Digital Services Act è la normativa europea che disciplina le piattaforme online che forniscono contenuti, servizi, merci. Il testo del DSA, in Italiano Regolamento Europeo sui servizi digitali, è stato redatto con l'obiettivo di tutelare gli utenti e contrastare la diffusione di contenuti e merci illegali online. A tal fine il Digital Services Act prevede obblighi per le piattaforme, in particolare quelle di dimensioni molto grandi, ad esempio con riguardo alla moderazione dei contenuti pubblicati online.

un megafono

La normativa italiana sul whistleblowing prevede l'obbligo di istituire, nel settore pubblico e privato, appositi canali per segnalare violazioni a normative europee o nazionali di cui il whistleblower sia venuto conoscenza per ragioni lavorative. Il canale di segnalazione per il whistleblowing è obbligatorio nel settore privato per le imprese con più di 50 dipendenti, e nel settore pubblico.

La normativa sul whistleblowing intende tutelare chi segnala illeciti da possibili ritorsioni; a tal fine, sono previste misure per tutelare la riservatezza tanto del segnalante quanto delle altre persone coinvolte. La tutela da ritorsioni è estesa anche al facilitatore, ossia la persona che ha prestato assistenza al whistleblower nell'effettuare la segnalazione.

Il Cyber Resilience Act è una proposta di regolamento europeo che intende migliorare la cybersecurity dei prodotti con elementi digitali. A tal fine, la proposta di Regolamento prevede nuovi obblighi e responsabilità per chi scrive o distribuisce software. In questo articolo evidenziamo alcuni aspetti critici del Cyber Resilience Act, in particolare il forte disincentivo che introduce per lo sviluppo di software open source in Europa.

un cartello con su scritto welcome we are open appeso ad una porta

Il Codice del Consumo viene aggiornato per il 2023: la riforma prevede nuove norme sugli acquisti online su e-commerce e marketplace; vengono inoltre previste nuove pratiche commerciali ingannevoli e aumentate le sanzioni per le clausole vessatorie. Cambia anche il diritto di recesso e vengono previsti nuovi obblighi informativi per il professionista, in particolare nel caso di sconti e riduzione dei prezzi.

illustrazione di moduli di un contratto

Le clausole vessatorie sono termini di un contratto particolarmente sfavorevoli per il consumatore: creano uno squilibrio significativo tra gli obblighi e diritti derivanti dal contratto a favore del professionista e a danno del consumatore. Un esempio di clausola vessatoria è quella che prevede una penale eccessiva per l'inadempimento del consumatore, o che attribuisce solo al professionista il diritto di recesso dal contratto.

In questo articolo esaminiamo la disciplina delle clausole vessatorie secondo l'articolo 33 e seguenti del Codice del Consumo aggiornato al 2023. Menzioneremo qualche esempio di clausole vessatorie, distinguendo tra quelle della lista grigia, che sono valide a certe condizioni, da quelle della lista nera, ossia sempre vessatorie e nulle anche se sottoscritte dal consumatore.

illustrazione di un foglio con un testo scritto

Il diritto di recesso è la facoltà riconosciuta al consumatore di svincolarsi da un contratto stipulato al di fuori dei locali commerciali, entro il termine di 14 o in alcuni casi 30 giorni. Il diritto di recesso è noto anche come diritto di ripensamento : secondo l'articolo 52 del Codice del Consumo il consumatore può recedere dal contratto comunicando al venditore la sua volontà di sciogliersi dal contratto senza dover fornire alcuna giustificazione; restituisce il bene e ottiene la restituzione del prezzo eventualmente pagato.

mani di più persone che compilano un contratto

Il Codice del Consumo prevede la garanzia legale di conformità per prodotti difettosi, non conformi o privi delle caratteristiche richieste dal contratto di vendita o che il consumatore può ragionevolmente attendersi da prodotti di quel tipo. La durata della garanzia per il consumatore è di due anni che decorrono dalla consegna del bene.

Con la sentenza n. 44378 del 22 novembre 2022, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione, riconferma (come già fatto nel 2020, cfr. sentenza Cassazione n° 26807/2020) che la vendita di criptovalute, pubblicizzata in Italia come proposta di investimento, configura attività di offerta al pubblico ed è sottoposta al controllo della Consob a tutela degli investitori e soggetta alle relative norme del TUF.

mani che digitano su una tastiera di un laptop

La normativa e-commerce per il 2023 viene aggiornata dal Codice del Consumo per proteggere i consumatori dalle più moderne insidie delle vendite online. In particolare gli e-commerce e i marketplace sono interessati dalle nuove norme, in vigore dal 2 aprile 2023, introdotte con il Decreto Legislativo 7 marzo 2023, n. 26 (G.U. 18 marzo 2023, n. 66), in attuazione della direttiva UE 2019/2161 di tutela dei consumatori.

logo di creative commons

Le licenze Creative Commons sono degli accordi che esprimono graficamente, attraverso dei simboli, gli utilizzi consentiti di un'opera. Questo consente agli utilizzatori di sapere da subito cosa possono fare con le opere senza dover essere espressamente autorizzati per ogni utilizzo, a differenza di quanto invece richiede il copyright. In tal modo, le licenze Creative Commons permettono ai titolari del diritto di autore di tutelare i propri diritti senza ostacolare la diffusione delle opere.

Ad esempio, le licenze Creative Commons si possono usare per concedere agli utilizzatori il diritto di copiare e distribuire l'opera, pur conservando tutti i diritti allo sfruttamento economico. Ogni utilizzo non espressamente consentito attraverso le icone richiede un apposito accordo con l'autore. Le licenze Creative Commons sono 6 e ciascuna rappresenta una combinazione diversa di diritti, espressi graficamente. Ad ogni uso consentito corrisponde un simbolo, e la combinazione dei simboli identifica la licenza.

Tre portoni di un palazzo

La casa coniugale è l’abitazione presso cui la famiglia ha il proprio centro di aggregazione e dove sono radicati i suoi interessi; può essere di proprietà dei coniugi oppure di un terzo, come nel caso in cui la casa coniugale sia in affitto. In caso di separazione la casa coniugale viene assegnata al coniuge che convive con i figli, anche ove la casa sia di proprietà dell'altro coniuge: ad esempio, in caso di separazione la casa coniugale di proprietà del marito viene assegnata alla moglie se è con questa che rimangono a vivere i figli.

dei libri su degli scaffali di una libreria

Il processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio canonico è stato riformato attraverso la lettera apostolica Mitis Iudex Dominus Iesus da Papa Francesco nel 2015; la lettera apostolica è stata pubblicata l'8 Settembre del 2015 ed è in vigore dall'8 Dicembre dello stesso anno e come l'analoga Mitis e Misericors Iesus, rivolta alle Chiese di Rito Orientale, ha lo scopo di riformare il procedimento di riconoscimento di nullità del matrimonio.

Nella sezione Chiedi ad un Avvocato riceviamo molte domande dagli utenti, in particolare sui limiti agli spostamenti imposti dalla normativa Covid.

Di seguito pubblichiamo le risposte alle domande di carattere generale che più spesso vengono poste dagli utenti.

illustrazione di mani che compilano un contratto

La rinegoziazione del contratto divenuto eccessivamente oneroso è un obbligo: questo il parere espresso dalla Cassazione con la relazione tematica n° 56. La priorità è salvaguardare il contratto e i rapporti economici sottostanti; la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta è una extrema ratio che le parti devono impegnarsi ad evitare rinegoziando i termini del contratto.

illustrazione di un aereoplano

Come è noto l'emergenza Covid ha portato all’annullamento di viaggi. Per coloro che avevano già acquistato i biglietti per trasporti o pacchetti turistici, è previsto in alternativa il rimedio del voucher o del rimborso per il viaggio annullato causa Covid.

I congiunti sono, secondo l'uso comune del termine, le persone tra loro legate da un vincolo di parentela; il significato giuridico del termine congiunto può però presentare qualche problema interpretativo.

La differenza tra domicilio e residenza è individuabile nel fatto che mentre il domicilio attiene alla sfera economico-sociale dell'individuo, ad esempio il luogo in cui si lavora, la residenza coincide con il luogo in cui si ha la dimora abituale per motivi personali (famiglia, affetti). Pertanto, a differenza del domicilio, la residenza identifica una connessione di carattere personale con il luogo, e non lavorativa. Inoltre, mentre la residenza è un dato formale e va registrata presso il Comune in cui si risiede, il domicilio è una situazione di fatto e può essere dichiarata dall'interessato senza particolari formalità.

un foglio dattiloscritto

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla apertura della successione, che normalmente coincide con la morte del de cuius. Gli eredi hanno tempo 10 anni per accettare l'eredità, a meno che non siano già in possesso dei beni ereditari: in questo caso, il termine per accettare l'eredità è di 3 mesi. Per la successione i tempi di attesa per il compimento della procedura variano da alcune settimane a vari mesi, a seconda delle circostanze e della consistenza del patrimonio ereditario. In questo articolo vediamo i tempi della successione ereditaria; i termini e le modalità per la presentazione della dichiarazione di successione e i soggetti a ciò tenuti.

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